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mercoledì 4 dicembre 2013

Le iniziative dei Comitati Cuperlo



Mancano ormai pochi giorni all' 8 dicembre e le iniziative che i comitati Cuperlo stanno organizzato in questi giorni sul territorio sono tante!
Ecco un breve riassunto per orientarsi:


Giovedì 5 dicembre
  • Ore 21.00 - Sala Auditorium Quartiere Borgo Panigale, (Centro Sociale Bacchelli, via Galeazza n. 2 - Casteldebole): "Con Cuperlo, per il Paese". Partecipano Andrea De Maria, Daniela Turci e Nicola De Filippo(Clicca qui per maggiori informazioni)
Venerdì 6 dicembre
  • Ore 18 - A22 New Lounge Bar - Via Riva di Reno, 80 GH: "La bellezza di dire chi siamo": ultimo "in bocca al lupo" prima delle primarie dell'8 Dicembre.  Un rinfresco offerto dai sostenitori e militanti per Cuperlo Segretario. Sarà presente: Salvatore Caronna
  • Ore 18.30 - Cafè de la Paix - Via Collegio di Spagna 5b: "La bellezza di dire DIRITTI". Partecipano: Anna Pompili, Patrizia Santillo, Massimiliano Martines, Elena Gaggioli, Alison Marchiò. Modera: Matilde Madrid (Clicca qui per maggiori informazioni)
Sabato 7 dicembre

Domenica 8 dicembre si vota per un Partito 
Bello e Democratico!


Per segnalazioni e informazioni:

Caliandro: dalla terra della giustizia sociale un voto per Gianni Cuperlo: tutti in piazza il 7 dicembre 2013


A pochi giorni dal 8 dicembre ribadiamo l'appello alle cittadine ed ai cittadini bolognesi per mobilitarsi a sostegno della elezione di Gianni Cuperlo a segretario nazionale del Partito Democratico.
Dopo lo straordinario risultato ottenuto dalla mozione Cuperlo nel nostro territorio nelle consultazioni congressuali dei circoli del PD bolognese siamo certi che anche gli elettori sapranno riconoscere nella proposta di Cuperlo la risposta politica più adeguata per un partito realmente di sinistra e a sinistra.
Per questo motivo non ci scandalizza ma anzi ci riempie di orgoglio la semplificazione giornalistica che ha etichettato i risultati elettorali di Gianni Cuperlo come la logica conseguenza del "voto di Bologna la rossa". Bologna, terra di Dossetti e di Dozza, con la sua storia politica e di impegno civico ha sempre saputo conciliare sviluppo economico,e giustizia sociale, welfare di eccellenza, lavoro e impresa.
Sostenendo la candidatura di Gianni Cuperlo chiediamo dunque una società più equa in cui sia concesso a tutti giovani e anziani di aspettarsi e poter coltivare la speranza di un futuro migliore non solo per se stessi ma
per un intera comunità.
Con la mozione Cuperlo è in campo un'idea di società e di partito che vuole mettere al centro della propria iniziativa politica i bisogni di equità e giustizia sociale che in questi anni sono stati trattati in maniera
ragionieristica.
Per noi prima di tutto occorre ridare dignità ai diritti ed ai salari delle persone più colpite dalla crisi economica.

Per ribadire questi principi, sabato 7 dicembre Gianni Cuperlo chiuderà la sua campagna delle primarie in mezzo ai cittadini bolognesi a partire dalle 11.30 in piazza dei Celestini!

Stefano Caliandro
Portavoce Comitato "Bologna per Cuperlo"

Sabato 7 dicembre - ore 11.30 - Gianni Cuperlo a Bologna


martedì 3 dicembre 2013

Lettera di Gianni Cuperlo ai Bolognesi



Carissima, Carissimo,
dopo il voto nei circoli, si apre adesso l’ultima decisiva fase del percorso che porterà all’elezione del nuovo segretario del PD.

Per questo motivo sabato 7 dicembre alle ore 11.30 sarò a Bologna in Piazza dei Celestini per un brindisi augurale che abbiamo organizzato per ringraziare la città, al quale ti invito.

Ho detto più volte che per me, scegliere di candidarmi è stato accogliere una responsabilità più grande di me. Credo sia stata la scelta giusta e comunque, politicamente, la più importante della mia vita.
L’ho fatto perché credo che con tutti i limiti e gli errori del passato, il PD sia la grande speranza di questo Paese di ritrovare la strada della crescita, fuori dalla crisi peggiore della sua storia e in una democrazia rinnovata e più forte.
L’esito, per molti sorprendente, del congresso nei circoli ha dato torto a chi pensava a una discussione svuotata da un esito scontato. Non è così e tutto può e deve ancora accadere.
Io continuerò a fare la mia parte, ma come sempre dipenderà da voi, militanti ed elettori del Partito Democratico, dalla grande passione che conosco bene e che tante volte ho incontrato nelle feste e nelle iniziative di questi mesi.
Lo slancio giusto per la volata finale non può che partire da questa città. Che è la città della sinistra che sa vincere, la sinistra di governo, ma anche di una sinistra che sa guardare oltre sé stessa, inclusiva del tanto, tantissimo di buono che c’è fuori da noi.
È la città di Dozza e di Dossetti, le grandi culture politiche progressiste di questo Paese hanno dato qui la miglior prova di sé e ci confermano la bontà del progetto che ha portato alla nascita del PD.
Solo il PD può guidare la riscossa morale, civile, sociale del Paese.
Serve uno scatto di coraggio e di orgoglio per riprendere il cammino, che voi avete tante volte tracciato, di uno sviluppo sostenibile sul piano sociale e ambientale, di un welfare che non può essere pensato come un costo, ma come un presidio di dignità e di cittadinanza per tutti.
Allora, come scrivo nella mia mozione, dobbiamo rimettere al centro le persone e la loro dignità. Se questa è la nostra chiave, lo spartito si scrive quasi da sé e si legge centralità del sapere: scuola, formazione, ricerca, università, cultura e creatività; moralità pubblica, lotta alla corruzione e alle mafie, legalità; buona e piena occupazione a partire da giovani e donne.
E ancora: diminuire le tasse sul lavoro, dipendente e autonomo, combattere la precarietà e le vecchie e nuove povertà.
Ma rimettere al centro la persona vuol dire anche dar vita a una nuova stagione dei diritti umani e civili, a partire dalla tutela di tutte le forme di convivenza e delle coppie gay, dalla libertà delle donne e dalla parità in ogni campo.
Le primarie dell’8 dicembre serviranno a scegliere anche questo, non solo a incoronare un leader.
Certo, se il Partito democratico si candida a cambiare tutto, a portare l’Italia dove merita di stare e dove non è ancora mai arrivata, sulla frontiera più avanzata dell’Europa e della modernità, avrà bisogno di un segretario che dedichi all’impresa ogni sua energia, senza riserve. Questa non è una sfida che si può pensare di raccogliere come secondo lavoro.
Non sarebbe giusto nei confronti di quanti, come voi, dedicano tempo, energie e passione all’impegno politico.
Per questo mi candido a guidare un partito da rinnovare profondamente negli organismi dirigenti, nel linguaggio e nell’organizzazione.
Dobbiamo costruire un partito che metta davanti a tutto l’etica e l’onestà, eliminando i doppi e tripli incarichi.
Un partito comunità, intelligente, aperto ai movimenti, al civismo, alle reti solidali delle autonomie locali.
Se tutto questo vi convince, se pensate, come me, che sia il momento di una sinistra e di un PD al servizio della rivoluzione della dignità, questo è il momento di crederci.

Gianni Cuperlo  

venerdì 8 novembre 2013

Cuperlo: "Contano gli iscritti non solo le primarie, così i renziani fanno morire il partito"


Intervista a Gianni Cuperlo di Giovanna Casadio - La Repubblica


«Attenti a non ridurre il segretario del Pd a una caricatura». Gianni Cuperlo, lo sfidante di Renzi alla guida del partito, difende gli iscritti, «il radicamento del partito». Non le regole che i Democratici si sono dati. Anche se il congresso, dice, non è certo una discussione sulle regole, ma sul Paese, sulla giustizia sociale e i diritti. Sui tesseramenti gonfiati, non accusa i renziani, però rilancia: «Si blocchi tutto e si annullino i casi controversi». 

Cuperlo, come si è arrivati dall`orgoglio dei tesseramenti alla vergogna delle tessere gonfiate, dei brogli nei circoli? 

«Ho un rispetto profondo per gli iscritti al mio partito. Sono un tesoro di impegno civile e umanità. In questi anni si sono fatti carico di tutto, dal montaggio dei gazebo alle campagne elettorali. E` un patrimonio di persone perbene con una forza di volontà e una passione che tolgono il respiro. Noi dobbiamo convincerli che il loro è un partito sano e trasparente e che i tesseramenti gonfiati, per quanto circoscritti, sono un oltraggio prima di tutto verso chi ha resistito all`invito martellante che vedeva il nostro partito e in generale i corpi sociali come un residuo da cancellare. E per questo che ho sollevato il problema, perché ne va della nostra identità». 

Sia Renzi che lei non potevate non sapere. 

«Ho chiesto che si andasse fino in fondo, senza guardare a chi ne ha beneficiato. Perché nessuno può beneficiare di metodi che sono un danno per tutti. Da mesi io parlo del paese, di come rinnovare l`ambizione e la speranza di una sinistra vincente. Ma ritengo del tutto sbagliata l`idea che gli iscritti siano un ingombro, un sovrappiù rispetto all`appello diretto al popolo». 

Renzi è un populista? 

«Ho letto che il sindaco di Bari avrebbe detto "adesso aboliamo gli iscritti". Mentre altri sostengono che vada abolita la convenzione con il voto degli iscritti per andare subito alle primarie perché solo il voto dell`8 dicembre conta». 

Quanto appunto hanno sostenuto i renziani. 

«Se si ragiona così muore il Pd. E non solo perché un partito senza iscritti è come una democrazia senza elezioni, non esiste in natura, ma perché i diritti di chi si iscrive sono una parte fondamentale della rivoluzione che dobbiamo fare». 

Cos`è diventato il Pd, un votificio e un partito di oligarchie? 

«No. Quando sento liquidare il voto di 330 mila iscritti come l`espressione degli apparati, penso che chi lo dice non sappia di cosa sta parlando. 330 mila persone non sono una oligarchia, sono una comunità». 

Lei vuole un "partito pesante", fatto di iscritti, di sezioni? 

«Voglio una forza popolare e radicata nel paese. Penso a un partito-società, a un partito-movimento che si organizza sulla base di principi e traguardi che scuotano le coscienze. Voglio un partito che si opponga all`idea che ciascuno debba rimanere isolato nel suo rapporto con il potere perché in quel modo il potere, anche quando viziato, avrà sempre la meglio». 

Diffidando delle primarie non si condivide il timore di Sposetti, per il quale ai gazebo potranno votare anche delinquenti e pedofili? 

«La battuta di Sposetti è sbagliata. Non solo non diffido ma ho una grande fiducia nelle primarie e nella saggezza del popolo democratico. Però quelle primarie hanno bisogno di una forza alle spalle: il Pd non può ridursi a un comitato elettorale permanente». 

Pensa di vincere le primarie? 

«Penso che il nostro sia un congresso aperto e questi primi risultati hanno sorpreso anche me. È stato raccontato come un congresso scontato. Invece quella che emerge è una grande voglia di ricostruire una sinistra moderna, di reagire al pensiero unico e anche di ribellarsi alle scelte del circuito politico-mediatico». 

Se vincesse Renzi sarebbe disposto a un ticket? 

«Mi sono candidato a fare il segretario sulla base di un impianto culturale che non è quello di Renzi». 

A norma di Statuto (che non siete riusciti a cambiare) il segretario diventa anche il candidato premier. Lei non pensa a palazzo Chigi? 

«No, sono primarie per scegliere il segretario del Pd. Chiunque avrà questo compito vi si deve dedicare anima e corpo. È caricaturale l`idea che descrive il segretario del principale partito del centrosinistra rinchiuso nelle stanze del Nazareno a fare riunioni inutili. Il segretario del Pd dovrà percorrere questo Paese in lungo e in largo, tornare nei luoghi della sofferenza e anche dove si misura la risposta alla crisi. Se si vuole cambiare tutto nella sinistra e nel paese, ci si candida a guidare una alternativa vera. Ma questo non lo si fa come secondo lavoro».

Fonte: La Repubblica

domenica 1 settembre 2013

Gianni Cuperlo: "Matteo sbaglia, il Partito ha perso consensi a sinistra"

Intervista di Diodato Pirone a Gianni Cuperlo, Il Messaggero, 01 settembre 2013

«Letta? Lo stiamo sostenendo con un notevole sforzo, ma d’ora in poi il Pd deve imporre la sua agenda». «Renzi? Non concordo con lui quando dice che abbiamo perso perché non abbiamo saputo attirare parte dell’elettorato di centro-destra. In realtà alle politiche abbiamo perso tre milioni di voti che erano nostri». «Confermo la mia candidatura alla segreteria Pd: per fare riforme profonde non basta il governo o una leadership forte, c’è bisogno di un partito radicato». E’ un fiume in piena Gianni Cuperlo. E a un giorno di distanza dal «duello» a distanza fra Letta e Renzi delinea i punti forti della sua campagna per la segreteria.

Onorevole Cuperlo la soddisfa l’esito della battaglia sull’Imu?
«Si è trattato di un compromesso anche se certo non mi fa piacere che sia stata abolita l’imposta anche per chi ha redditi elevati. Tuttavia penso che in Parlamento ci sia lo spazio per migliorare il decreto per reintrodurre la deducibilità dell’imposta a favore delle imprese e per garantire che la service tax non colpisca affittuari e fasce più deboli».

Il Pd ha dovuto inghiottire un boccone amaro.
«Il Pd sta facendo un grande sforzo per sostenere questo governo che, come lo stesso premier Letta ha dichiarato, non è il governo per il quale ci siamo battuti. Ma è arrivata l’ora di mettere al centro dell’azione dell’esecutivo la nostra agenda».


Quale agenda?
«Le nostre priorità sono tre: un’azione immediata contro la povertà, con norme straordinarie. Poi misure anticicliche per creare lavoro a partire da un aumento della domanda interna. Quindi: stanziamento di risorse per la cassa integrazione e gli esodati, una maggiore flessibilità per chi vuole andare in pensione prima e, più in generale, una riduzione del cuneo fiscale. Terzo punto: una nuova legge elettorale”.


Il Pd sembra diviso sul tema della riforma elettorale.
«Noi siamo per il doppio turno. Ma al di là delle tecnicalità siamo pronti ad un compromesso affinché venga ridato agli elettori il potere di scegliere i parlamentari e vengano corretti i criteri abnormi del premio di maggioranza del Porcellum».


Veniamo al Pd. Chi l’ha convinta di più: Letta a Genova o Renzi a Reggio Emilia?
«Noi dobbiamo fare un congresso di libertà per capire davvero la portata del sommovimento dello scorso febbraio. Non condivido l’analisi di Renzi quando dice che abbiamo perso perché non abbiamo avuto il coraggio di attrarre i delusi del centro destra. A me pare che dobbiamo innanzitutto riconquistare il consenso dei tre milioni di italiani che ci avevano già votato».


Già, ma come?
«Abbiamo capito che per fare quelle riforme che cambiano davvero l’Italia e la vita delle persone, e che quindi pestano i piedi alle tante consorterie che bloccano questo Paese, non basterà il Pd. E non basta il governo perché non basta neanche una leadership forte, come dimostra l’esperienza di Obama».


Dunque?
«Serve qualcuno che si dedichi al partito e non lo usi come trampolino per qualcos’altro. Serve, come indico compiutamente sul sito www.giannicuperlo.com, un Pd radicato nel tessuto sociale che non si dedichi solo ad operazioni di vertice o si trasformi in un comitato elettorale permanente ma che costruisca un nuovo centrosinistra in grado di vincere le prossime elezioni».


Ultima domanda: Berlusconi?
«A destra emerge sempre più una cultura profondamente anti-liberale, per cui tutti gli altri poteri sono subordinati alla politica. In più per l’ennesima volta assistiamo all’uso di una tattica comunicativa volta ad estremizzare i messaggi salvo poi correggere il tiro. Non credo che l’Italia possa ipotecare il suo futuro a questo genere di tattiche».

lunedì 5 agosto 2013

Cuperlo conferma la sua candidatura: “non voglio proprietari nel partito”


Intervista a La Repubblica del 14 giugno 2013

Gianni Cuperlo sfiderà Matteo Renzi per la segreteria del Pd, se alla fine il sindaco di Firenze sarà in campo. «Lui dice merito e carità. Ma è diverso dire uguaglianza, talenti e dignità. Sarà un confronto libero e aperto». Cuperlo vuole tenere separati i ruoli di segretario e premier, ma detta i tempi del governo Letta: «Faccia le riforme istituzionali. Poi si torna al voto».
Quali sono il percorso e i tempi giusti per il congresso del Pd?
«Un percorso trasparente e tempi rapidi. Siamo un partito, e non è poco. Abbiamo appena ottenuto un risultato straordinario nel voto amministrativo. Ma guai a ignorare quell’astensione che dice del divorzio tra le istituzioni e le persone che spesso stanno peggio. Alle spalle abbiamo anche la delusione di febbraio, il trauma del voto su Marini e Prodi, le dimissioni dell’intero gruppo dirigente e sarebbe ipocrita scaricare quel peso solo su Bersani. Per me il congresso è questo».
Anche il Pd, come dice Bersani, corre un rischio di leaderismo?
«Bersani ha tutte le ragioni nel dire che il modello di partito-proprietà non è il nostro. Basta vedere l’involuzione degli altri. Il Pd è una scommessa diversa, ripensare la partecipazione nel cuore di una crisi della democrazia. Questo non vuol dire fare a meno dei leader. Vuol dire rinnovare il sentimento che lega una classe dirigente al popolo che si sceglie di rappresentare. La destra può fare a meno di questo. Noi no».
Esiste un modo per battere Renzi?
«Ma noi non dobbiamo battere Renzi, dobbiamo battere la destra. Renzi è un talento del Pd. Con lui e con altri è utile discutere sulle cose. Dell’idea di partito, di paese, di un mondo dimenticato. Lui dice merito e carità. Sono termini alti. Ma è diverso dire uguaglianza, talenti e dignità. Sarà un bene confrontarsi in libertà».
La sua piattaforma sarà contro le larghe intese?
«Dobbiamo sostenere il governo lealmente e con autonomia sapendo che siamo seduti su una polveriera. La crisi sta divorando le sicurezze più elementari a partire dal cibo sulla tavola. Bisogna aggredire il dramma sociale ed economico. Ma questa è una condizione di emergenza e, fatte le riforme istituzionali necessarie, bisognerà tornare al voto e all’alternanza».
Il congresso alimenterà il correntismo?
«Non debellare la malattia sarebbe irresponsabile. Un correntismo esasperato è cosa diversa dal pluralismo. Quella logica si rompe investendo sulla cultura politica e anche con regole certe e una volontà unilaterale. Io ci sto».
Quindi conferma la sua candidatura alla segreteria.
«È una sfida che fa tremare le vene ai polsi, lo so. Io lavorerò a una mescolanza vera. Penso sia giusto distinguere tra segretario e premier. Mi sono convinto che la stima verso il Pd e i partiti possa rinascere anche da lì, dal fatto che governare è decisivo, a partire dalle città, ma che i partiti devono esistere anche fuori dalle istituzioni, soprattutto se sanno mutare logiche e consuetudini del potere».
È un danno o un vantaggio essere il candidato di D’Alema?

«Groucho Marx avrebbe risposto “spero non sia un danno per lui”. Detto ciò credo in una società dove nessuno debba essere “di qualcuno” se non della propria responsabilità. Mi piacerebbe valesse anche per me».