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venerdì 29 novembre 2013

Comunicato 105° Quelli che l'apparato....

Di Fausto Anderlini

Gli analisti del C&LS hanno misurato che fra metà settembre e metà novembre i giornali nazionali hanno dedicato a Renzi 130 articoli di prima pagina, 43 a Civati e solo 15 di Cuperlo. Per ciò che concerne Repubblica e Corriere il rapporto Renzi/Cuperlo è di 10 a 1. Analoga la situazione nella copertura televisiva. Ad onta di questo trattamento gli analisti rivelano come le rade presenze televisive abbiano messo in luce un Cuperlo "efficace nei contraddittori, pacato ma deciso, capace di ironia e di richiamo epico". La sinistra italiana ha visto emergere dal proprio seno un leader autorevole, autonomo e capace di irradiare un messaggio all'altezza del tempo 'storico' che stiamo vivendo. Io non so se vinceremo. Di sicuro non ci faremo turlupinare dagli apparati di stampa e propaganda. Gli unici che si vedono in giro. Qualunque sia l'esito resteremo uniti e metteremo questa forza collettiva a servizio del progetto sociale, politico e culturale che ci ha fatti ritrovare. Non usciremo dal berlusconismo per consegnarci ai suoi epigoni.
Inoltre ricordiamoci cosa avvenne durante e dopo le elezioni di Febbraio. Durante la campagna elettorale Renzi si limitò a qualche presenza, il minimo sindacale per coprirsi le spalle. Dall'altro lato si preoccupò di piazzare al meglio la sua corrente. Ognuno di noi ha innumerevoli esempi sulla 'lealtà elettorale' dei renzidi. Come scrive Angelica Lubrano di quel 40% per Renzi nel ballottaggio con Bersani un 20% si buttò in modo evidente su Scelta Civica (vedi la mente, Ichino, e la pancia, Adinolfi.....) e una parte dichiarò di aver votato per Grillo. Naturale, perchè se Renzi diceva che il PD è responsabile di tutti i mali e che i dirigenti son da rottamare,"tutti a casa", Grillo era la scelta più indicata.....

martedì 19 novembre 2013

Gianni Cuperlo vince in Emilia-Romagna!


Dati definitivi della Regione Emilia-Romagna

Partecipanti al voto: 27.819

  1. Gianni Cuperlo:    12.032 voti - 43,55%
  2. Matteo Renzi:       11.701 voti - 42,35%
  3. Pippo Civati:          3.557 voti - 12,87%
  4. Gianni Pittella:           341 voti  -  1,23%
Schede bianche: 106
Schede nulle:       82

Per maggiori informazioni sui dati delle Convenzioni a livello regionale:
http://pder.it/

lunedì 18 novembre 2013

Risultati definitivi: Cuperlo vince a Bologna con il 51,87%


QUESTI I DATI DEFINITIVI DI BOLOGNA E PROVINCIA:

140 riunioni di circolo sul territorio dell’Unione provinciale di Bologna.
Votanti: 7861
  1. Gianni Cuperlo       4055 voti       51,87%
  2. Matteo Renzi          2764 voti       35,36%
  3. Giuseppe Civati        933 voti       11,94%
  4. Gianni Pittella              65 voti         0,83%


martedì 29 ottobre 2013

Gianni Cuperlo, il Partito Democratico e la capacità di "prevedere il presente"

Articolo di Roberto Finzi*

Un gran personaggio intellettuale e politico del ‘700 francese, il cui nome si trova in tutti i manuali ma il cui pensiero, come spesso capita, è poco noto scriveva, giovane, per se stesso: “ la legge dell’aberrazione  non è limitata all’ astronomia. Si estende a tutti gli oggetti della conoscenza umana e soprattutto alla politica. Ogni specie di luce non viene a noi che attraverso il tempo, più la progressione è lenta, più l’oggetto, travolto dal movimento rapido che allontana o avvicina tutti gli esseri, è già lontano dal luogo in cui lo vediamo: prima che noi abbiamo appreso che le cose stanno in una situazione determinata, esse ne hanno già cambiata molte volte. Così apprendiamo sempre gli avvenimenti troppo tardi e la politica ha sempre bisogno di prevedere, per così dire, il presente “.
Può farlo, in una società complessa come la nostra, solo attraverso la composizione di molte esperienze e molti saperi. In una parola per il tramite di un partito, strumento che va rinnovato, e molto rispetto a quello “ novecentesco”, un termine che in bocca a molti ( troppi) sembra una oscenità. Un congegno che invece resta essenziale a una politica democratica. Ce lo dice, del resto la costituzione ( altro attualissimo “ arnese” novecentesco ) che lo delinea come “ corpo” in grado di riunire ed elaborare esigenze e conoscenze per poi tradurli in concreti provvedimenti nelle sedi istituzionali deputate.
Sui modi del suo indispensabile rinnovamento-mutamento in relazione, in primis, ai cambiamenti, rapidi, della società e a come in concreto si è trasformato nel tempo a causa di necessità oggettive ma anche, e non poco, di soggettivi stravolgimenti delle sue funzioni ha detto cose interessanti Fabrizio Barca. Che non van prese per oro colato – è lui stesso il primo a dirlo – ma che di certo costituiscono un utile punto di riferimento.
In particolare mi sembrano essenziali tre irrinunciabili premesse: 1. l’abbandono, il definitivo seppellimento, di una concezione leaderistica del partito; 2. la netta separazione tra funzioni di partito e funzioni pubbliche; 3. La necessità che i saperi diffusi, e molecolari, che il partito deve sapere cogliere, organizzare, ridurre a concrete soluzioni sottoposte a verifica e “ sperimentazione” siano – debbano essere – collocati in un quadro di valori comuni.
Questi ultimi definiscono, per così dire, il “ perimetro” sociale, culturale e politico del partito. E per questo e con questo un linguaggio comune, attraverso cui i militanti si esprimano riferendosi ai medesimi oggetti. La sua elaborazione – basta riflettervicisi un istante – è parte costitutiva di una “ identità” ( del partito e dei suoi militanti) che non può prescindere da una approfondita analisi, valutazione e riappropriazione critica delle sue radici, che sono un complicato, tortuoso fatto storico non un proclama ideologico. Ne consegue la necessità anche di un lungo, paziente, per nulla scontato lavoro di formazione dei militanti.
Perché Barca sino ad ora non abbia voluto esplicitare la sua personale propensione per una delle candidature alla segreteria del PD in campo, non so. Attiene a sue private, insindacabili, valutazioni.
Per quanto mi riguarda la sua elaborazione mi ha rafforzato nel convincimento che la persona adatta oggi a guidare il PD sia Gianni Cuperlo nelle cui posizioni vedo la capacità di “prevedere il presente” che dovrebbe caratterizzare ogni buon politico. Ma al di là della sua solida e persuasiva personalità va sottolineato che solo lui, tra i candidati in lizza, rifiuta ogni torsione leaderistica del partito e della sua direzione. Cosa che – non c’è bisogno di ri-cordarlo – non si può proprio dire di Renzi! E nemmeno – nei comportamenti – di Civati.
Cuperlo si è impegnato pubblicamente e, direi, solennemente, a dedicarsi, se vincerà, in modo completo al partito, prefigurando in tal modo la separazione tra funzioni di partito e funzioni pubbliche. Un processo che - ovviamente – avrà bisogno di passaggi successivi, perfezionamenti, attuazione in tempi giusti e forme adeguate. Nei suoi scritti e nei suoi discorsi sono esemplificate in modo inequivoco la sua adesione al metodo dello “ sperimentalismo democratico” e la rappresentazione di un quadro di valori. Di conseguenza un linguaggio comune, la cui mancanza è foriera di equivoci gravi. Babele è la premessa dell’incomprensione e dell’impotenza politica.
Se questo sarà il progetto di partito che uscirà dal congresso la sinistra italiana potrà disporre di un potente strumento di crescita civile per tutto il paese. Influendo, senza possibilità di fraintendimenti, anche sul modo d’essere degli avversari. E Dio sa quanto l’Italia e l’Europa necessitino di destre e centrodestra adeguati alle sfide dei tempi e non adagiati e sguazzanti in più o meno truci populismi.


*Roberto Finzi ( Sansepolcro 1941 ) ha insegnato Storia Economica, Storia Sociale, Storia del pensiero Economico negli Atenei di Bologna, Ferrara e Trieste. Ha pubblicato con alcune tra le più prestigiose case editrici italiane ed europee ( Einaudi, Laterza, Il Mulino, Edizioni di Storia e Letteratura, PUF, Cambridge University Press). Suoi scritti sono apparsi, oltre che in Italia, in Argentina, Belgio, Brasile, Cina, Francia, Gran Bretagna, Giappone, Spagna, Stati Uniti.